www.gatago.org -> it.economia -> Re: Petizione Rai per Italiani all estero
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  • From: R.L. Deboni
  • Date: 26-06-2007
italiensk.info wrote:

by http//www.italiensk.info
NOI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI IN EUROPA,
Stanchi, e irritati, di ricevere ormai da troppo tempo un servizio
televisivo della RAI di qualita scadente,


E' quello che si passa "gratis" ...


limitato per la
distribuzione via cavo ad un solo canale,
con programmi spesso inaccessibili perche oscurati o criptati; Tenuto
conto della grande importanza per le Comunità Italiane all'estero
della
comunicazione televisiva dal punto di vista culturale, linguistico ed
informativo, come fondamentale legame con il proprio riferimento
cultuale di origine;
Ricordando che la missione della RAI come servizio pubblico è per
tutti gli Italiani, dentro e fuori i confini nazionali;


Questa missione non e' gratuita. Agli abbonati italiani costa 104 euro
quest'anno:



http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/canone.asp


CHIEDIAMO:
1. L'eliminazione dell’oscuramento o criptaggio di programmi trasmessi
dalla RAI, siano essi sportivi (calcio, automobilismo, etc.), così
come film, serie
televisive o documentari, fuori dalle frontiere nazionali, come del
resto avviene in altri Paesi.


E perche' non chiedere che si distribuisca una smart card per decoder
per la visione dei programmi oscurati ? La scheda sarebbe consegnata a
chi paga il canone. Questo tra l'altro potrebbe essere fatto anche in
Italia, specialmente con il passaggio al digitale, che e' predisposto
per una simile funzionalita' senza costi aggiuntivi per il
cliente/utilizzatore.




2. La creazione di una redazione del TG3 per i residenti italiani
nelle 5 Circoscrizioni Estero che elabori un "Telegiornale degli
Italiani all'Estero",
del tipo del "Telegiornale Regionale" di RAI 3.


Chi paga ? Lo Stato italiano e' gia' pesantemente indebitato.


3. Un adeguamento
culturale con la produzione, la programmazione e
diffusione di programmi specifici per noi Italiani all’estero, con
l’impegno delle Autorità italiane locali per la rappresentazione e la
difesa degli interessi
delle Comunità Italiane. Questi problemi si pongono in modo
specialmente urgente per noi Cittadini
Italiani residenti in Europa, in quanto non coperti dal segnale di
"RAI International"; ma hanno valenza per tutti gli Italiani
all'estero.


Un'altro della serie: "Cosa fa il mio paese per me ?"
Invece, perche' non rovesciamo la domanda: "Che cosa fa lei per il suo
paese ?"



R.L.Deboni

  • From: unknown
  • Date: 28-06-2007
Caro Deboni,
- che si passa "gratis" non è proprio vero, dato che parliamo di un
servizio pubblico che viene pagato dalle tasse dei cittadini
italiani... di tutti... sia dentro che fuori dall'Italia, e non ci
provare a dire che "gli Italiani all'estero non pagano le tasse"
perché se no ti ricordo gentilmente cosa sono le "rimesse"... se non
lo sai.
- l'abbonamento, o canone, non c'entra più nulla con i programmi Rai.
È una tassa sul possesso dell'apparecchio televisivo, la paghi per
avere un televisore in Italia. Quindi non c'entra nulla neanche
discorsi di smartcart o cose del genere.
- se lo stato italiano è indebitato, non è certo per trasmettere i
programmi della Rai all'estero. Anzi.
- la domanda "chi fa cosa per chi", la faccia a qualcun altro, non a
chi cerca appunto di fare qualcosa per migliorare una situazione
assurda e intollerabile come l'oscuramento della Rai all'estero.
Saluti cordiali
M.Gabrielli

  • From: R.L. Deboni
  • Date: 29-06-2007
revmedit@yahoo.com wrote:

Caro Deboni,
- che si passa "gratis" non è proprio vero, dato che parliamo di un
servizio pubblico che viene pagato dalle tasse dei cittadini
italiani... di tutti... sia dentro che fuori dall'Italia, e non ci
provare a dire che "gli Italiani all'estero non pagano le tasse"
perché se no ti ricordo gentilmente cosa sono le "rimesse"... se non
lo sai.


Si legga il bilancio RAI prima di dire queste ...

http://www.bilancio2005.rai.it/ita/bilancio/index.htm

e poi provi a ripetere che la RAI e' finanziata DIRETTAMENTE con le
tasse dei cittadini.




- l'abbonamento, o canone, non c'entra più nulla con i programmi Rai.
È una tassa sul possesso dell'apparecchio televisivo, la paghi per
avere un televisore in Italia. Quindi non c'entra nulla neanche
discorsi di smartcart o cose del genere.


Mi scusi, chi incassa questa tassa (si legga il bilancio RAI).


- se lo stato italiano è indebitato, non è certo per trasmettere i
programmi della Rai all'estero. Anzi.


La menzione del debito era riferita alla sua proposta di "estendere il
servizio" con i soldi delle tasse.




- la domanda "chi fa cosa per chi", la faccia a qualcun altro, non a
chi cerca appunto di fare qualcosa per migliorare una situazione
assurda e intollerabile come l'oscuramento della Rai all'estero.


Lei CHIEDE un servizio. Non sta offrendo qualcosa alla nazione.

R.L.Deboni

  • From: unknown
  • Date: 03-07-2007
Caro R.L. Deboni,

La Rai, come servizio pubblico, è finanziata dalle tasse dei cittadini
(a parte i proventi della pubblicità naturalmente); direttamente o
indirettamente, attraverso i vari prelievi fiscali tra cui quello
della tassa sugli apparecchi televisivi - se non ci fosse questa, ce
ne sarebbe un'altra - ma la questione, la sostanza, è appunto quella:
nessun servizio pubblico è "gratis", ma è pagato dai cittadini con le
loro tasse.

Riguardo al fatto di "chiedere un servizio" e di "offrire qualcosa
alla nazione", vorrei non essere io a risponderle, ma un qualunque
cittadino di quelli di prima, seconda o terza generazione, che abbia
dovuto lasciare il suo paese per guadagnarsi la vita, e se l'è
guadagnata con un lavoro durissimo e spesso mortale... e a questo
paese, nonostante tutto, ha mandato i frutti del suo lavoro - sa
qualcosa degli accordi del 1946 "minatori-carbone" tra Italia e
Belgio? Sa qualcosa delle quantità di rimesse che sono arrivate in
tutti questi anni, e continuano ad arrivare? Questa non è retorica
facile, ma è storia, è realtà, sono fatti.... che purtroppo tanti,
troppi, oggi in Italia non conoscono, anzi proprio ignorano, in tutti
i sensi.

E l'ignoranza è brutta, molto molto brutta.

Ecco, provi a fare le sue "considerazioni" sul "chiedere" e
sull'"offrire" a uno di questi concittadini all'estero. Magari gliele
dica direttamente, faccia a faccia. Dubito molto che troverebbe la
cordialità con cui le sto rispondendo.

Allora, R.L. Deboni, provi a riflettere prima di parlare di cose che
non sa.

Saluti

M. Gabrielli

  • From: R.L. Deboni
  • Date: 04-07-2007
revmedit@yahoo.com wrote:

Caro R.L. Deboni,

La Rai, come servizio pubblico, è finanziata dalle tasse dei cittadini
(a parte i proventi della pubblicità naturalmente);


La RAI non e' un "servizio pubblico".

Questo lo trova su Wikipedia:

"La televisione pubblica italiana è quindi sotto il completo controllo
dei politici (parlamento e governo), e quindi strutturalmente non
assicura una informazione indipendente e libera da essi, come invece
vorrebbe la moderna teoria della separazione dei poteri. Molti critici
hanno spesso evidenziato questo fatto accusando la RAI di mancare di
pluralismo dell'informazione, di censurare professionisti meritevoli ma
scomodi per i politici e di essere "lottizzata" da persone raccomandate
dai partiti e asservite ad essi."



La RAI ha un monopolio discutibile dell'erogazione del servizio
pubblico. Ad esempio, anni fa, Radio Radicale si era offerta per fornire
lo stesso servizio (dirette del Parlamento) per meno di un decimo dei
costi offerti dalla RAI. Indovini come e' andata a finire, tanto
paghiamo noi ...



Vogliamo fare il confronto con questo:

"The BBC is a quasi-autonomous Public Corporation operating as a public
service broadcaster. The Corporation is run by the BBC Trust; however,
the BBC is, per its charter, to be "free from both political and
commercial influence and answers only to its viewers and listeners".[3]"



A questo aggiungiamo che in Italia e' obbligatoria l'iscrizione ad
un'ordine professionale, cioe' l'Ordine dei Giornalisti, fortemente
politicizzato, ed il cerchio e' chiuso. Infatti il comportamento
autoreferenziale e chiuso, fa espellere chi e' estraneo alla lobby di
potere (che e' trasversale a destra e sinistra), creando una vera e
propria oligarchia di potere. Unico esempio del genere nei paesi
occidentali (forse c'era qualcosa del genere nei paesi del comunismo
reale ?). E quindi il canone appare una vera e propria beffa. Finanziare
colui che ti opprime. Come sia chi chiama nei libri di storia ... ?




direttamente o
indirettamente, attraverso i vari prelievi fiscali tra cui quello
della tassa sugli apparecchi televisivi - se non ci fosse questa, ce
ne sarebbe un'altra - ma la questione, la sostanza, è appunto quella:
nessun servizio pubblico è "gratis", ma è pagato dai cittadini con le
loro tasse.


Se lei avesse seguito la vicenda del "Canone RAI" saprebbe che non e'
cosi'. E' stato solo un'escamotage per spuntare l'arma di disobbienza di
alcuni partiti riguardo al "Canone RAI".

E ripeto, non sta scritto da nessuna parte (o meglio solo in Italia) che
il servizio pubblico "deve" essere fornito solo dalla RAI. E non mi
faccia il confronto con la BBC che




Riguardo al fatto di "chiedere un servizio" e di "offrire qualcosa
alla nazione", vorrei non essere io a risponderle,


Tanto per capirci (altrimenti e' un discorso tra sordi), mi elenca
una serie di esempi di cosa intende per servizio pubblico (e spero che
le partite di calcio, come il varieta' ed i premi a quiz, oltre a tutte
quelle trasmissioni con lo sponsor piu' o meno nascosto, non vi siano
comprese).




ma un qualunque
cittadino di quelli di prima, seconda o terza generazione, che abbia
dovuto lasciare il suo paese per guadagnarsi la vita,


La informo che in Italia le condizioni non sono cambiate. I giovani sono
sempre disoccupati. Percio' dove li trovano i soldi per le sue pretese ?
Emigrando anche loro ? E poi pretendendo anche loro ? In un circolo
senza fine. Finche' continuate a chiedere "che cosa fa lo Stato per me
?" non si esce da questa situazione. E l'Italia scendera' pian piano
nell'ombra politica anche di paesi come Spagna, Polonia, Corea, etc.




e se l'è
guadagnata con un lavoro durissimo e spesso mortale...


Quando uno scrive cosi' e' uno abituato a parlare nel nome degli altri
... un sindacalista ? ... un politico ?




e a questo
paese, nonostante tutto, ha mandato i frutti del suo lavoro


Libera contribuzione ? Interessante, vorrei vedere le ricevute. Non mi
pare vero. Io so solo che l'Italia ha un debito pubblico superiore al
suo PIL. Da qualche parte c'e' un buco, un vero colabrodo.




- sa
qualcosa degli accordi del 1946 "minatori-carbone" tra Italia e
Belgio?


No. Mi illumina ?


Sa qualcosa delle quantità di rimesse che sono arrivate in
tutti questi anni, e continuano ad arrivare?


A me soldi non ne' sono arrivati.
Saltando di pallo in frasca, queste rimesse sono tassate in Italia ? O
sono tassate alla fonte ?




Questa non è retorica


Infatti, io vado al soldo.


facile, ma è storia, è realtà, sono fatti.... che purtroppo tanti,
troppi, oggi in Italia non conoscono, anzi proprio ignorano, in tutti
i sensi.


Lei non sa a chi sta scrivendo. Forse qualcuno qui sta gia' ghignando :-)


E l'ignoranza è brutta, molto molto brutta.


A chi lo dice.


Ecco, provi a fare le sue "considerazioni" sul "chiedere" e
sull'"offrire" a uno di questi concittadini all'estero.


Attendo le risposte alle mie domande. E poi le dico "sulle
considerazioni" ...




Magari gliele
dica direttamente, faccia a faccia. Dubito molto che troverebbe la
cordialità con cui le sto rispondendo.

Allora, R.L. Deboni, provi a riflettere prima di parlare di cose che
non sa.


Tanto per cominciare, chissa perche', ma comincio ad avere dei dubbi sul
fatto che lei stia lavorando all'estero ...



R.L.Deboni

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